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 SERIE A TIM 2010/2011 
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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21/04/2011 - 10:43
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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26/04/2011 - 19:11
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
Il Bari è retrocesso matematicamente in serie B...come godo *jumping*

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26/04/2011 - 19:12
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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Risultati - Giornata 35

cesena - inter 1-2
napoli - genoa 1-0
catania - cagliari 2-0
chievo - lecce 1-0
fiorentina - udinese 5-2
milan - bologna 1-0
parma - palermo 3-1
sampdoria - brescia 3-3
bari - roma 2-3
lazio - juventus 0-1

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04/05/2011 - 10:01
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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CLASSIFICA - Giornata 35

Milan 77
Inter 69
Napoli 68
Lazio 60
Udinese 59
Roma 59
Juventus 56
Palermo 50
Fiorentina 49
Genoa 45
Cagliari 44
Chievo 42
Parma 41
Catania 40
Bologna 40
Cesena 37
Sampdoria 36
Lecce 35
Brescia 31
Bari 21

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Ultima modifica di Mostino84 il 04/05/2011 - 10:19, modificato 1 volta in totale.



04/05/2011 - 10:05
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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04/05/2011 - 10:09
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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Prossimo Turno - 36 giornata

sabato 7, ore 18.00
Palermo - Bari

sabato 7, ore 20.45
Roma - Milan

domenica 8, ore 15.00
Bologna - Parma
Brescia - Catania
Cagliari Cesena
Inter - Fiorentina
Lecce - Napoli
Udinese - Lazio

domenica 8, ore 20.45
Genoa - Sampdoria

lunedì 9, ore 20.45
Juventus - Chievo

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04/05/2011 - 10:14
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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Adesso è ufficiale! Siena e Atalanta in A

39ª giornata di Serie B. A tre turni dalla fine arrivano i primi verdetti: toscani (2-2 con il Torino) e bergamaschi (4-1 al Portogruaro) tornano nella massima serie dopo un anno d'assenza

MILANO, 7 maggio 2011 - Mancava solo l'ufficialità, eccola: dopo un anno di stop, e con tre turni d'anticipo, Siena e Atalanta tornano a braccetto in serie A. La squadra di Conte pareggia con un Toro a caccia di punti-playoff: doppietta di Calaiò nel primo tempo, con il momentaneo pareggio di Sgrigna e pari nel finale di Rolando Bianchi (che poco prima aveva sbagliato anche un rigore). Tutto più semplice per la squadra di Colantuono, che va sotto in avvio con il Portogruaro, rimonta nel primo tempo con Tiribocchi e Bonaventura e poi dilaga con Delvecchio e lo stesso Tiribocchi.

SIENA-TORINO 2-2 — Un tunnel durato solo dodici mesi: appena una stagione fa il Siena sprofondava in B, un anno dopo torna nell'Eden. Il pari con il Torino sancisce la matematica promozione, arrivata grazie ad un progetto a sei mani: quelle del presidente Mezzaroma, del ds Perinetti e del tecnico Conte, che peraltro bissano la promozione di Bari, ottenuta sempre in coppia. Città in festa, tifosi raggianti e brindisi fino a tarda notte. In uno stadio tutto bianconero anche per la coreografia dei tifosi a inizio partita, il Siena parte con un po' di ansia, ma dall'altra parte il Toro ha poca circolazione di palla e rimane contratto. E, dopo appena dieci minuti, la squadra di Conte si sblocca: Reginaldo dribbla in piena are di rigore e scodella: Calaiò rovescia all'angolino. Un gol di qualità per la squadra di casa, anche se la difesa del Toro è immobile. Granata sulla linea di galleggiamento con Sgrigna prima di metà tempo: azione personale, Coppola è in ritardo sul tiro e palla in rete. La squadra di Lerda prende coraggio e riesce ad alzare il proprio baricentro: Bianchi ci prova su punizione, Coppola vola sotto la traversa. Il Siena spegne la fiammata del Torino: prima Reginaldo calcia e Pratali respinge sulla linea, poi al 38' Vitiello crossa dalla trequarti e becca Calaiò che, di testa, trova l'angolino. Il Toro schiuma, ci prova a inizio ripresa, fallisce il pareggio con Bianchi e Antenucci. La squadra di Lerda vuole il pari e colleziona angoli, Sgrigna alza la parabola da buona posizione al 24'. I granata non ci riescono neppure su rigore (tocco impercettibile di Vergassola su Pratali): Bianchi calcia malamente a lato al 32'. Il capitano si fa perdonare tre minuti più tardi: Obodo batte velocemente una punizione, Pagano mette in mezzo, Bianchi appoggia in rete. Poi è festa bianconera. (Alessandro Lorenzini)

ATALANTA PORTOGRUARO 2-2 - “A” come Atalanta, ma anche come “Accidenti che fatica…”. La partita con cui la squadra di Colantuono conquista la promozione con tre turni di anticipo è un po' lo specchio di una stagione, disputata sempre in altalena: i nerazzurri vanno sotto col Portogruaro, ne soffrono la velocità e impiegano un tempo per imporre il loro gioco. Un po' poco forse, visto l'organico, ma tant'è: oggi è festa con i 20 mila dell'Atleti azzurri d'Italia, da domani si penserà al massimo campionato. L'ospite della festa peraltro non può essere tanto accondiscendente, nelle sue condizioni di classifica. Anzi, in avvio dà non poco fastidio ai festeggiati. E' vero che verso il quarto d'ora Tiribocchi ha la prima palla buona, con la quale cerca l'incrocio mancandolo di non molto. Ma il Porto rende la pariglia con gli interessi, cercando la profondità in area fino a che Memushaj, al 16', non ha il rimpallo giusto in area per mettere dentro da pochi passi in seguito a un cross rasoterra di Tarana. E non è un fuoco di paglia, perché di lì a poco, nel giro di una manciata di minuti, lo stesso Tarana e Gerardi hanno la palla buona per il raddoppio. La sbandata dell'Atalanta non è tanto morale (anche perché il popolo nerazzurro non fa mai mancare il suo sostegno) quanto tecnico-tattica: poche idee in fase di costruzione, tanta imprecisione nelle giocate e affanno a centrocampo, visto che la propensione offensiva degli esterni Bonaventura e Doni costringe speso i centrali Padoin e Barreto al superlavoro. Tuttavia, il rimpallo buono arriva poco dopo la mezzora anche al Tir, che ringrazia e insacca di testa. Non è ancora la svolta, però, perché il Porto ha carattere e continua a rispondere colpo su colpo a tentativi atalantini. La svolta arriva nel finale di tempo, quando i nerazzurri imbastiscono la prima trama in sintonia col loro blasone: azione sulla destra, palla a Doni che sfodera un delizioso tacco per Raimondi, tocco in mezzo per Bonaventura che mette dentro spiazzando ilportiere. La ripresa si apre con un Porto generoso che va anche alla conclusione di testa con Gerardi (para a terra Consigli), ma con l'Atalanta che ormai sente la partita (e la promozione) nelle sue mani. Doni aggiusta la mira su punizione al 9' (risponde bene Rossi), poi Padoin spara un missile dalla distanza col portiere salvato da una deviazione al 9', mentre al 25' è ancora il Tir a costringere Rossi al miracolo. Il terzo gol è maturo e arriva al 34', quando Delvecchio, subentrato a Doni (che incassa la puntuale standing ovation) mette dentro di testa un corner di Barreto. E a quel punto non c'è più storia, col Tir che inventa al 37' un destro dal limite che va in rete angolatissimo, ed è l'apoteosi, con tanto di ola e ovazione al presidente Percassi in tribuna.

Gazetta dello Sport

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07/05/2011 - 16:21
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
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Milan campione d'Italia. A Roma basta lo 0-0

I rossoneri conquistano il 18° scudetto all'Olimpico, con due turni d'anticipo, pareggiando contro i giallorossi. Nel primo tempo Vucinic sfiora il gol, poi nella ripresa la squadra di Allegri cambia marcia e va vicina al vantaggio con Robinho (palo) e Boateng

ROMA, 7 maggio 2011 - Tutti al Milan party. Perché basta lo 0-0 all’Olimpico per conquistare lo scudetto numero 18, l’ottavo dell’era Berlusconi. Titolo meritato, frutto di una cavalcata irresistibile. La Roma ci prova a guastare la festa soprattutto nel primo tempo, ma con una grande ripresa e un possesso palla magistrale, i rossoneri conquistato un punto che vale una montagna d’oro.

IBRA SFIDA TOTTI — L’aria di festa è l’ultima cosa che Vincenzo Montella ha voglia di respirare. Con il basso profilo, senza squilli di tromba, mette insieme una formazione priva di De Rossi e Perrotta, senza per questo rinunciare ai suoi numeri preferiti, a cominciare da Totti punta unica, con un tridente alle sue spalle composto da Taddei, Simplicio, Vucinic. Massimiliano Allegri schiera il solito blocco, quel 4-3-1-2 che si è fatto largo in campionato. La solita difesa, il centrocampo di sempre, con Gattuso recuperato e Ibrahimovic finalmente liberato dalle catene, schierato al fianco di Robinho. Turn over? Nemmeno per sogno. Boateng il trequartista, con Robinho al fianco di Ibra. Un mix di muscoli e fantasia che non spaventa la Roma.

ABBIATI E’ SUPER — Infatti i giallorossi partono forte, mentre il Milan cerca di addomesticare la partita con il possesso palla. Eccezion fatta per la bella combinazione al 10’ tra Seedorf e Boateng con tiro del ghanese che supera la traversa, è evidente come la testa dei primi della classe non sia sgombra da responsabilità. La Roma risponde con un buon calcio e una manciata di secondi dopo sfiora il gol con Taddei che confeziona un diagonale di pochissimo alto dalla destra. Il tamburo dei giallorossi è insistente e crea problemi al Milan che fatica a contenerli soprattutto sulla fascia destra. Come al 14’ quando Cassetti pennella il cross perfetto per Vucinic. Il montenegrino stoppa di petto nell’area piccola e calcia a colpo sicuro, senza fare i conti però con Abbiati che si oppone con il corpo. L’occasione pazzesca aumenta i giri del motore giallorosso, anche se Montella al 17’ perde Brighi per un problema al ginocchio. Entra Rosi, e la Roma passa al 4-4-1-1, con Taddei che scala a sinistra.

VUCINIC CI PROVA — Il senso però non cambia, perché al 23’ solo un prodigioso intervento in scivolata di Nesta impedisce a Vucinic di assestare la zampata vincente. Il Milan si compatta e riesce ad arginare l’impeto della Roma, puntando però sulla partita difensiva. Il rischio infatti è dietro l’angolo per la capacità della Roma di ritagliarsi gli spazi giusti. Vale come esempio, al 37’, la parata di Abbiati che si oppone a Rosi sul primo palo. Di Milan invece c’è davvero poco, eccezion fatta, al 39’, del primo guizzo di Ibra che perde il contrasto con Juan. Scintille a parte fra Totti e Van Bommel, il primo tempo si congeda con l’uscita di Abbiati che anticipa Simplicio. La firma del portiere ancora una volta decisivo.

OCCASIONI D’ORO — Allegri comprende le difficoltà dei suoi ragazzi e parte nella ripresa con Ambrosini al posto di Gattuso. E la partenza è rumorosa. Come il palo colpito al 1’ da Robinho e il gol sfuggito poco dopo ad Ambrosini che si vede deviare in angolo la sua girata ravvicinata. Il concetto è semplice: quando i rossoneri alzano il ritmo la Roma va in sofferenza; appena la tensione dei rossoneri cala, i giallorossi ne approfittano. Ma è sicuramente un Milan diverso; che pressa con più convinzione e che chiede il rigore per un’uscita di Doni su Ibra. Montella intanto decide di rinunciare a Vucinic per Borriello. La partita però è decollata, e vi partecipano tutti. Abate al 12’ toglie la palla dai piedi di Taddei pronto a colpire; Van Bommel prima pasticcia, ma poi con rabbia risolve una pericolosa situazione in area. E al 15’ Boateng spreca l’impossibile. Servito da Ambrosini, il ghanese, a tu per tu con Doni, calcia un pallonetto a lato. Non è tutto: al 18’ Doni respinge la punizione violenta di Ibra a caccia della gloria personale.

POSSESSO PALLA — Sono evidenti minuti di passione che il Milan divora con gran possesso palla e affondi improvvisi, concedendo di tanto in tanto campo alla Roma, per futili disattenzioni. Allegri però pensa a dare vigore all’attacco, togliendo Robinho per Pato. Piccoli sussulti per il brasiliano, ma utili per concentrare giallorossi su di sé. La tensione sale inevitabilmente, soprattutto quando la Roma accelera, trascinata da un Totti inesauribile, quasi volesse scacciare l’idea della festa rossonera. Ma la fame non la controlli; la voglia di spaccare il mondo non la plachi. Quando dopo cinque lunghissimi minuti di recupero Morganti fischia la fine, esplode la gioia: incontenibile e infinita. Il Milan è campione.

Gazetta dello Sport

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08/05/2011 - 09:37
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Messaggio Re: SERIE A TIM 2010/2011
La Juventus, nel posticipo di campionato, pareggia 2 a 2 in casa contro il Chievo dopo essere stata in vantaggio di due gol.

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09/05/2011 - 21:47
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