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 La protesta dell' FMA 
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Tenente Colonnello Esercito Spartano
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Messaggio Re: La protesta dell' FMA
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Fiat, Centrella (Ugl): c'è una sensazione di abbandono sulla Fma
La denuncia del segretario: aspettiamo il 21, ma dovranno portare risposte concrete



Avellino- Nessun taglio per Fma, ma la garanzia di allungare la cassa integrazione straordinaria. E' questo quanto emerso dall'incontro di questa mattina a Roma presso il Ministero per lo Sviluppo Economico. Incontro al quale hanno presso parte anche il presidente della Provincia, il senatore Cosimo Sibilia, oltre che l'assessore provinciale al lavoro Giuseppe Solimine. Ma se da un lato si tira un sospiro di sollievo per il prolungamento della cassa integrazione, dall'altro i sindacati non si dicono affatto soddisfatti. Primi fra tutti l'Ugl, il cui segretario dei metalmeccanici, appena concluso l'incontro ha detto: «Nessuna novità per Fiat Powertrain».
Lo ha detto Giovanni Centrella dell'Ugl Metalmeccanici, al termine dell'incontro a Via Veneto. Per il dirigente sindacale, la Fiat «non può dire che gestirà la crisi solo con la cassa integrazione finché il mercato non si riprende: cosa succede se questo non avviene? A cosa è destinato uno stabilimento come quello Fma a Pratola Serra? E' destinato a diventare uno stabilimento di nicchia? L'impressione che abbiamo su Fma - ha detto Centrella - è di abbandono».
Centrella ha aggiunto che «non vorremmo ci fosse una sensibilità sociale per lo stabilimento di Pomigliano e non ci fosse la stessa sensibilità per un territorio ad appena 40 chilometri di distanza, come quello di Avellino, dove è situata la Fma».
L'Ugl «attende la presentazione del piano Fiat del 21 aprile con molta tranquillità e senza proteste, ma - ha avvertito Centrella - se il 21 non avremo notizie positive, prenderemo le decisioni dovute per tutelare i lavoratori».
Centrella ha comunque riconosciuto alla Fiat «di aver gestito in maniera oculata un momento critico come questo».


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14/04/2010 - 10:07
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Messaggio Re: La protesta dell' FMA
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«Solo parole, ora la verità sul futuro della Fma»
Appello alla Provincia: subito un tavolo istituzionale sulla vertenza in Irpinia



Avellino- Fma, la Cgil chiude ogni spiraglio. Se Cisl, Uil e Ugl si sforzano di guardare il bicchiere mezzo pieno, la Fiom è categorica. «Contrariamente a quanto sostenuto dalla Fiat in questi mesi il piano illustrato a Torino è molto diverso da quello annunciato da Marchionne in occasione dell’incontro a palazzo Chigi il 22 dicembre scorso. La produzione di auto negli stabilimenti Italiani passa dalle 900 mila unità dichiarate fino a ieri a 1.4 milioni, esattamente quello che ha sempre richiesto il sindacato per salvaguardare la prospettiva occupazionale».
Sergio Scarpa auspica l’avvio di una trattativa serrata nel merito del piano. «Adesso - precisa - bisogna entrare nel merito del piano per valutare la ricaduta sulla produzione di motori presso lo stabilimento di Pratola Serra. Si faranno concretamente a Cassino 400 mila vetture? Su quante di queste vetture andranno motori prodotti alla Fma? Saranno prodotti a Pratola Serra - si chiede ancora il segretario - i nuovi motori Diesel con tecnologia multiair che sono in avanzata fase di sviluppo? E’ un piano reale? Al momento l’unica cosa certa che le vendite nel secondo semestre del 2010 caleranno del 30 per cento e che verranno tagliati 2500 posti di lavoro tra Termini Imerese, Pomigliano e Cassino». La Cgil lancia un appello alla Provincia ed al presidente Sibilia «a farsi promotori di un incontro in sede istituzionale per affrontare nei dettagli le ricadute sullo stabilimento di Pratola Serra e se effettivamente saranno assicurati i volumi sufficienti alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Sono queste le cose che dovranno essere chiarite nelle prossime settimane senza abbandonarsi a facili trionfalismi altrimenti il piano resta un semplice specchietto per le allodole, perché nessuno dimentica che anche per Termini Imerese era stato siglato un accordo che prevedeva il raddoppio dell’occupazione, ma tutti sappiamo come è andata a finire».
La Cgil parla poi apertamente di ricatto in riferimento alla ventilata ipotesi di un piano B, sconsigliato dallo stesso Marchionne «secondo il quale il sindacato e i lavoratori dovrebbero accettare supinamente un pesante peggioramento delle condizioni di lavoro, attraverso la flessibilità non contrattata sugli orari e sulle prestazioni».
Ancora un ultimo passaggio sulla Fma, ed in particolare sulla gestione della cassa integrazione. «E’ indispensabile che la nuova giunta regionale assicuri la copertura del sostegno al reddito anche per i prossimi mesi. Chiediamo infine che, alla ripresa dell’attività, alla Fma si possa tenere un’assemblea unitaria con la partecipazione del sindacato nazionale per tenera alta l’attenzione e decidere le opportune iniziative di mobilitazione».


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23/04/2010 - 11:51
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Messaggio Re: La protesta dell' FMA
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Al via l'Fma day, gazebo in città
Iannaccone: "Bisogna convicere la Fiat a investire su Pratola Serra"


Avellino- Al via l’FMA Day. L’iniziativa lanciata dai giovani di Noi Sud, e da subito sostenuta dal parlamentare Arturo Iannaccone, prevede la possibilità di apporre una firma a favore dei lavoratori dello stabilimento di Pratola Serra dalle 10 di domani. A tal fine, lungo corso Vittorio Emanuele - altezza di via Verdi - sarà posizionato un gazebo dove i giovani del partito raccoglieranno le sottoscrizioni durante tutta la giornata di domani.
L'iniziativa di Noi Sud ha raccolto il plauso e l'adesione della FIM CISL irpina che ha organizzato una raccolta di firme "parallela" per la stessa giornata di domani. L'obiettivo comune - a detta di Iannaccone e del segretario della FIM, Zaolino, è quello di "portare a Torino migliaia di firme necessarie a convincere i vertici del Lingotto che la FMA va potenziata e non certamente chiusa."
Nei giorni scorsi Iannaccone ha avuto modo di sottolineare, inoltre, che le iniziative di Noi Sud e della Cisl "inaugurano una stagione di collaborazione tra la politica e il sindacato che non può che risolversi positivamente a favore dei lavoratori, pur nel pieno rispetto e nella distinzione dei ruoli. Se si dovesse smantellare lo stabilimento di Pratola Serra - ha aggiunto - si determinerebbe un effetto a cascata imprevedibile perché si darebbe l’idea di una provincia che può essere abbandonata a se stessa. La nostra iniziativa non ha un valore simbolico ma è concreto e sostanziale. Salvaguardiamo la Fma per salvaguardare tutto l’apparato produttivo irpino."
A spiegare alla gente le ragioni della petizione, domani saranno presenti il segretario nazionale, Arturo Iannaccone, il consigliere regionale, Sergio Nappi, il portavoce, Raffaele Colucci, gli amministratori provinciali e comunali, i dirigenti, i simpatizzanti di partito e una delegazione di lavoratori della FMA che sosterà nei pressi del gazebo durante tutta la giornata.


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03/05/2010 - 16:07
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Messaggio Re: La protesta dell' FMA
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Crisi Fiat, oggi vertice decisivo per il futuro della Fma
Sindacato e vertici del Lingotto a Napoli sul futuro degli stabilimenti campani


Prima giornata di firme per la Fma, decine di cittadini al gazebo allestito da “Noi Sud” e Fim Cisl. «L’obiettivo - precisa il segretario della Fim Giuseppe Zaolino - è quello di portare migliaia di sottoscrizioni a Torino per dimostrare la determinazione di una provincia che non accetta che l’Fma possa essere penalizzata dal piano di ristrutturazione aziendale». «Quelle di Noi Sud e della Cisl - gli fa eco il parlamentare irpino Arturo Iannaccone - sono iniziative che si incrociano e inaugurano una stagione di collaborazione tra la politica e il sindacato che non può che risolversi positivamente a favore dei lavoratori, pur nel pieno rispetto e nella distinzione dei ruoli. Riteniamo che la Fma rappresenti una realtà produttiva emblematica per l’Irpinia.


Se si dovesse smantellare lo stabilimento di Pratola Serra si determinerebbe un effetto a cascata imprevedibile perché si darebbe l’idea di una provincia che può essere abbandonata a se stessa. La nostra iniziativa non ha un valore simbolico, ma è concreto e sostanziale. Salvaguardiamo la Fma per salvaguardare tutto l’apparato produttivo irpino». Oggi, intanto, è in programma un passaggio forse decisivo in chiave Fiat e nuovo piano industriale. «Domani è una giornata importante non solo per il destino degli operai della Fiat, ma anche per il futuro della nostra regione». Enzo Amendola, segretario regionale Pd Campania, si prepara alla riunione tra le parti sindacali e i vertici del Lingotto in programma oggi all’Unione Industriali di Napoli. «Il governo nazionale e regionale si facciano carico, come ha fatto il centrosinistra in questi anni, di provvedimenti atti a salvaguardare lo stabilimento di Pomigliano D’Arco e l’indotto produttivo. Il centrodestra - spiega Amendola - sembra non accorgersi della grave crisi che sta colpendo l’economia nazionale, tant’e’ che in questi giorni ha tagliato i fondi destinati alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Lo scenario per l’occupazione in Campania è drammatico, nel silenzio totale del Pdl regionale e della sua classe dirigente.


Gli ultimi dati di Unioncamere, per esempio, parlano di un saldo negativo nel primo trimestre del 2010 di quasi duemila imprese in regione, mentre le cifre sull’ occupazione fornite dall’Istat – spiega Amendola – danno un quadro allarmante per tutto il Mezzogiorno». Amendola si sofferma anche sul futuro dello stabilimento di Pratola Serra. «Siamo preoccupati per gli operai irpini. Ancora non abbiamo sentito parole da parte della Fiat sul destino dello stabilimento di Partola Serra. Chiediamo che domani (oggi per chi legge) sia fatta chiarezza». Sullo sfondo il difficile momento del mercato auto che paga la fine degli incentivi. In un solo mese si sono perse 30 mila vendite e oltre 45 mila ordini: questo il bilancio del mercato dell’auto ad aprile che con 159.971 immatricolazioni fa segnare una variazione di -15,65 per cento rispetto ad aprile 2009, durante il quale furono 189.661 autovetture. Nello stesso periodo sono stati registrati 414.347 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di +8,30 per cento rispetto ad aprile 2009, durante il quale furono registrati 382.594 trasferimenti di proprietà.


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04/05/2010 - 16:19
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Messaggio Re: La protesta dell' FMA
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«Uniti per fermare il disinvestimento Fiat»
Sindacato e istituzioni pronti a fare fronte comune. Lavoratori in assemblea a Flumeri



Avellino- Fma in panne, frena anche l’Irisbus: c’era una volta la Fiat in Irpinia. Il brusco stop dello stabilimento di Flumeri conferma il graduale disimpegno della casa automobilistica di Torino in provincia.
Dal vertice dell’altro giorno in Confindustria è emersa più di una cattiva notizia per l’ex Iveco indicata fino a qualche settimana come l’unico baluardo in grado di resistere alla bufera della crisi. Il piano di rilancio annunciato dal management Fiat preannuncia una stagione di lacrime e sangue. Sul piatto ci sono otto milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico della fabbrica.
L’obiettivo è potenziare la competitività dello stabilimento, migliorando sia le tecniche produttive che i tempi di lavorazione. Ad oggi per realizzare un autobus a Flumeri occorrono 1300 ore. Si passerebbe, a regime, a 1000 ore, con un risparmio economico di circa 10mila euro a veicolo, oltre ai vantaggi competitivi in fatto di innovazione e rispondenza alle nuove esigenze del mercato. Si passerebbe inoltre dagli attuali due turni ad un unico turno centrale, con la riduzione delle ore lavorative. Inevitabili le ricadute sul personale. A risultare in eccedenza sarebbero ben 250 degli 800 dipendenti complessivi della fabbrica. Il piano dovrebbe partire a giugno con lo smantellamento degli attuali macchinari, poi un lungo stop alle attività da luglio a novembre. Preoccupato il segretario del’Ugl-Metalmeccanici, Giovanni Cicchella.
«Alla base della vertenza non c’è solo la riduzione delle commesse ma anche l'abbattimento della vendita dei pullman prodotti a Flumeri. E per poter uscire dalla crisi, secondo Fiat, occorre una ristrutturazione che costerà 8 milioni di euro e che comporterà la riduzione di 300 ore dell'attività lavorativa con conseguente prepensionamento che interesserà proprio i 250 posti in esubero».


Assemblea in fabbrica con i lavoratori. «La situazione è davvero molto delicata ed è per questo che occorrerà l'unità per trovare la soluzione migliore».
A luglio dovrebbe essere attivata la cassa Integrazione straordinaria che durerà 12 mesi e coinciderà con la chiusura dello stabilimento per ristrutturazione.
Secondo il piano aziendale, la ripresa dell'attività produttiva sarebbe prevista per il 15 novembre prossimo con il rientro in fabbrica dei lavoratori in modo graduale entrando a pieno regime entro il 31 dicembre 2010.


Il sindacato. «Dal primo gennaio dell’anno prossimo l'azienda provvederà alla messa in mobilità con l'avvio delle 250 unità circa al pensionamento. L’auspicio - aggiunge Cicchella - è che lo stabilimento ufitano diventi riferimento per la produzione di autobus moderni. Ma perchè ciò avvenga è necessario che la politica nel suo insieme passi dalle parole ai fatti attivando tutte le procedure mirate alla sostituzione dell'attuale parco autobus italiano». Al fianco del sindacato anche le istituzioni, pronte a fare fronte comune per evitare il progressivo disinvestimento della Fiat in provincia.


La vertenza Irisbus si somma all’infinita emergenza Fma, costretta da quasi due anni ad una produzione a singhiozzo sempre più di nicchia. Pochi giorni di lavoro, al massimo una settimana al mese, e poi cassa integrazione. La cura anti-crisi è questa da tempo. Poche prospettive anche dopo la presentazione del piano di rilancio della Fiat che, per quanto riguarda la Campania, ha deciso di puntare quasi esclusivamente su Pomigliano d’Arco. Tramontata l’ipotesi nuova Panda, per la Fma sembra rimasta aperta solo la pista Crysler.


Pratola Serra. A Pomigliano, nei prossimi anni, si investiranno 700 milioni di euro per produrre la nuova Panda. Il motore sarà realizzato in Polonia, una decisione che taglia la strada alle prospettive di ripresa dello stabilimento di Pratola Serra che, dall’inizio della crisi ad oggi, è passato da cinquecentomila a centosettantamila motori all’anno dopo aver perso anche le commesse della Opel. La crisi della Fma ha avuto pesanti ripercussioni sull’indotto, basti pensare all’Astec, all’Asm e alla Cablauto (ques’ultima è pronta a riconvertirsi all’energia rinnovabile). Piccole e grandi vertenze che si sono tradutte nel taglio di centinaia di posti di lavoro.


Pomigliano. Per completare il mosaico Campania manca solo il via libera all’accordo. Gli operai di Pomigliano sono stati chiamati l’altro giorno a discutere del piano da 700 milioni voluto dall’amministratore delegato Sergio Marchionne per portare la Panda a Pomigliano in cambio di flessibilità, e cioè 18 turni di lavoro, cambiamenti nel regime delle pause e del trattamento retributivo in caso di malattia. In caso di accordo unitario ci sarà referendum. Ora tutti gli sforzi dei sindacati confederali sono nel portare una proposta unitaria all'attenzione di Fiat. Poi si tratterà di riportare al tavolo della trattativa il Lingotto, che dall'incontro con i sindacati a Roma in cui aveva preso atto dell'articolazione delle posizioni in campo, ha fatto calare il silenzio più assoluto sulla questione Pomigliano.



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22/05/2010 - 09:50
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Messaggio Re: La protesta dell' FMA
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Fiat, doppio passaggio in Regione e prefettura
Stamane vertice a Napoli sulla Tecnostampi per sbloccare la cassa integrazione in deroga per gli 80 lavoratori



Avellino- Fiat, giornata in trincea per il sindacato. La prima tappa è a Napoli dove, questa mattina, a partire dalle 9, si discuterà del caso Tecnostampi. L’obiettivo è ottenere sei mesi di cassa straordinaria in deroga (dopo dodici mesi di Cigs per fallimento) per scongiurare definitivamente il rischio mobilità per gli ottanta dipendenti. Un’ipotesi più concreta dopo l’incontro dell’altro giorno al tavolo anti-crisi dove è stata confermata la disponibilità di un imprenditore a rilevare l’azienda di Pianodardine specializzata nella produzione di stampi a supporto delle aziende dell’automotive. «E’ un passaggio molto importante, speriamo che non ci siano colpi di coda e che stamane si possa chiudere questo capitolo», osserva il segretario della Uilm Gaetano Altieri. L’industria è chiusa da più di un anno ed è in fallimento, mentre gli operai sono in cassa integrazione straordinaria. La notizia, filtrata nel corso di una delle ultime verifiche tra il curatore fallimentare, l’avvocato Nicola Iannarone, e l’assessore provinciale al Lavoro, Giuseppe Solimine, ha dunque trovato conferma l’altro giorno. Il prossimo 10 giugno termineranno gli ammortizzatori sociali dei lavoratori che potrebbero ritrovarsi senza alcun sostegno economico. A questo punto il rischio sembra scongiurato.
Di ritorno da Napoli, il sindacato è atteso da un vertice in prefettura sul caso Almec, lo stabilimento di Nusco specializzato in pressofusioni in alluminio che ha rischiato la chiusura nel 2009.
La delicata situazione aziendale è stata tamponata con un accordo sulla cassa integrazione ordinaria per tredici mesi ed il pagamento delle spettanze arretrate per 270 operai.
Ma il vero punto interrogativo resta quello dei volumi produttivi che rischia un ulteriore ridimensionamento per una commessa Fiat che potrebbe seriamente compromettere il destino dello stabilimento appartenente al gruppo Capone di Pontedera. Il futuro dell’azienda, attualmente con duecento operai in cassa integrazione ordinaria, sarà al centro di una verifica sollecitata da tempo dal sindacato. «E’ arrivato il momento di fare chiarezza sul futuro di un’azienda da tempo al centro di operazioni e cambi di gestione a volte un po’ confusi». Giuseppe Zaolino è stato tra i primi a sollecitare il prefetto sulla vertenza. «L’Almec resta una delle aziende di riferimento della provincia. Anche per questo esigiamo che la proprietà esca allo scoperto e faccia luce sulle reali prospettive dello stabilimento».
Proteste in Alta Irpinia dalla Cms dopo il no dell’azienda ai lavoratori sul premio di produzione. «Un diritto maturato per la massima disponibilità e flessibilità dei dipendenti», precisa Sergio Scarpa della Fiom Cgil. Da ieri, a Morra De Sanctis, sono in sciopero con presidio davanti i cancelli. «La crisi non può e non deve diventare un alibi», conclude Scarpa.
Slitta infine il vertice per l’Astec, fissato in un primo momento per oggi pomeriggio in Confindustria. L’azienda si occupa di manutenzione all’interno di Fma ed occupa 120 unità. Il sindacato lamenta da tempo la poco chiara gestione dello stabilimento, alla base delle frequenti iniziative di protesta per il non puntuale pagamento degli stipendi. Una vertenza aperta da tempo che, a detta del sindacato, attende risposte certe e definitive.


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28/05/2010 - 12:03
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Fma, oggi si riaprono i cancelli
E sui voucher giovani, partenza al ralenti



Avellino- Voucher per i giovani dai 16 ai 25 anni, partenza a rilento in provincia. Dal primo giugno scorso, i ragazzi regolarmente iscritti ad un ciclo di studi possono lavorare durante l’estate ed essere remunerati con voucher.
I buoni lavoro, che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale, non sono soggetti a ritenute fiscali.
L'agricoltura, insieme al turismo ed ai servizi, è il settore che più utilizza l’opportunità dei voucher per agevolare l’accesso di studenti, pensionati e casalinghe ad una esperienza di lavoro e di integrazione al reddito assicurando trasparenza al rapporto.
Lo strumento dei voucher, introdotto per la prima volta in occasione della vendemmia 2008, è già stato utilizzato per pagare - si legge sul sito www.irpiniajob. it - circa 20.000 giovani che rappresentano ben un quarto del totale di 80.000 lavoratori che hanno usifruito di questo sistema di pagamento.
Il 46 per cento dei voucher sono serviti per remunerare il lavoro in campagna, il 14 per cento per manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà, il 9 per cento nel commercio, l’8 per cento nei servizi, il 4 per cento per attività turistiche.
Sul fronte del precariato si registra la delicata situazione di 500 operai irpini rimasti senza bonus. I fondi sono fermi a causa della revoca delle delibere adottate nell’ultimo anno dalla giunta Bassolino. Si tratta dell’integrazione economica promessa a chi è in cassa integrazione a causa delle crisi produttiva.
Rispetto agli oltre 2mila addetti che i soldi li hanno già avuti, in 500 ora si vedono cancellati le delibere. Il taglio riguarda per una piccola parte addetti della Fma. Per il resto, invece, si tratta di operai dell’indotto, come Astec, Almec, Ocevi e LimaSud. Nei prossimi giorni i sindacati di categoria incontreranno il governatore Stefano Caldoro.
Un caso che torna all’ordine del giorno già stamane, quando a Pratola Serra, dopo una settimana di lavoro a ranghi ridotti, si tornerà a regime anche se solo fino all’11 giugno, e poi il 16 e il 17 giugno.
Una settimana importante per lo stabilimento di Pratola Serra che guarda con attenzione anche quello che succede nella vicina Pomigliano.
Ieri l’amministratore delegato della Fiat, Serrgio Marchionne, ha lanciato l’ennesimo appello, chiedendo «un impegno comune per trovare una soluzione, ma se l’accordo - ha precisato - non si raggiunge, bisognerà trovare una sede alternativa per la produzione delle auto. Le nostre richieste non sono niente di straordinario. Se l’accordo si trova partiamo con la produzione nel 2011. Se no, la andiamo a fare altrove. L’auto (la Panda attualmente prodotta in Polonia, ndr) è da farsi, non abbiamo scelta».
Marchionne ha poi sottolineato che «stiamo vivendo in un mondo che non esiste più realmente» e che occorre «riconciliare i principi del passato con il presente. Questi - ha detto - sono un mercato e un’industria che cambieranno nei prossimi 20 anni».
La scelta, ha rimarcato Marchionne, «deve essere condivisa con i sindacati: andiamo a domandare agli operai di Pomigliano - ha concluso - se vogliono lavorare o meno».


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07/06/2010 - 11:16
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Fiat al bivio, parola ai lavoratori
Sindacato diviso dopo l’ultimo confronto a Roma. «Operai sotto ricatto»



Avellino- Accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno firmato il nuovo documento, integrato, presentato dal Lingotto. La Fiom, come anticipato, ha confermato il suo no. La Fiat ha sottoposto ai sindacati dei metalmeccanici un nuovo documento al quale è stato aggiunto il sedicesimo punto, quello relativo all’istituzione di una commissione paritetica di raffreddamento sulle sanzioni, come richiesto dalle organizzazioni che venerdì scorso avevano già dato un primo via libera alla piattaforma. È stata inoltre stabilita la data del referendum tra i lavoratori: si terrà il prossimo martedì 22 giugno.
«L’accordo di oggi non sblocca gli investimenti (pari a 700 milioni di euro circa della Fiat per lo stabilimento di Pomigliano) che sono legati all'esito del referendum tra i lavoratori».
Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, al termine dell’incontro che si è concluso con un accordo separato. «La Fiat ci ha detto - ha spiegato - che bloccherà gli investimenti quando la stragrande maggioranza dei lavoratori dirà sì all’intesa. I lavoratori devono capire - ha sottolineato - che la posta in gioco è molto alta». Resta in trincea la Fiom. «Vogliamo dirlo con chiarezza: i lavoratori di Pomigliano sono messi in una condizione di ricatto tra la chiusura dello stabilimento e l’accettazione di condizioni di lavoro in deroga alle leggi e ai contratti».
Così Enzo Masini, responsabile del settore auto per la Fiom. Del referendum «discuteremo domani (oggi per chi legge) - ha detto Masini - abbiamo convocato l'assemblea degli iscritti della Fiom a Pomigliano», nel corso della quale «discuteremo anche sulle iniziative da prendere». I punti del testo, ha inoltre sottolineato, «non sono assolutamente cambiati. Il testo è lo stesso e la minaccia di licenziare i singoli lavoratori non è cambiata, c’è tutta. È stata solo istituita una commissione paritetica». Per Masini, il negoziato non è stato paritario. Nello stabilimento della Fiat di Pomigliano d'Arco «c’è un sindacato coraggioso che si mette in gioco, si compromette e accetta la sfida della competizione e c'è un sindacato paralizzato da un blocco ideologico». Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi va all’attacco della Fiom.
«Purtroppo - ha detto Sacconi - la Fiom non è più quella di una volta, perché un’aristocrazia operaia non avrebbe mai commesso l’errore di allontanarsi dalla sua base». Sullo sfondo un nuovo pesante calo del mercato dell’auto nell’Unione europea: a maggio le immatricolazioni sono diminuite del 9,3 per cento rispetto allo stesso mese del 2009. I dati sono stati resi noti dall’Associazione dei costruttori europei (Acea). In Italia le auto consegnate il mese scorso sono state 163.700, in calo del 13,8 per cento rispetto a maggio 2009. Fiat Group Automobiles ha venduto nella Ue circa 90.500 vetture, con una quota di mercato del 7,8 per cento. A livello europeo si tratta del secondo calo consecutivo dopo quello di aprile, quando si era registrato un -7,4% su base annua. In cinque mesi il mercato europeo ha segnato un incremento dell’1,9 per cento sul 2009. La Fiat ha avuto una flessione del 22,7 per cento rispetto a maggio del 2009, mentre nei primi cinque mesi dell’anno il calo è stato del 7,6 per cento. A fare peggio è il mercato tedesco con un -35,1 per cento, seguito dall’Italia e dalla Francia (-11,5 per cento). Bene la Gran Bretagnao (+13,5 per cento) e la Spagna (+44,6 per cento).


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16/06/2010 - 09:48
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Fma, le Rsu: sit in davanti la Regione
«Stanchi dei tavoli, vogliamo risposte concrete»


Pratola Serra- Un sit in davanti la sede della Regione Campania. E' questa la nuova iniziativa annunciata questa mattina dalle Rsu della Fma di Pratola Serra che hanno incontrato la stampa davanti i cancelli dello stabilimento.
Lamentano di essere stati abbandonati dalle Istituzioni e che quella che è stata definita la madre di tutte le vertenze è stata letteralmente abbandonata. «Da quando sono finite le passerelle politiche pre-elettorali - denuncia Giuseppe Morsa della Fiom Cgil - qui non si è visto più nessuno. Le istituzioni sono assenti la Provincia è sorda e noi siamo stanchi».
Le Rsu dello stabilimento di Pratola Serra denunciano anche la «tassazione subita sul reddito al sostegno. Ci hanno dato 940 euro - dice Gianni Colicchio della Fismic - ma alla fine ne abbiamo dovuti pagare quasi il 33% di tasse. In pratica in tasca c'è rimasto meno della metà»
«Uno scandalo - lo definisce Morsa - anche perché quel sostegno al reddito lo avevamo chiesto proprio in virtù delle nostre condizioni economiche, che non ci consentivano di arrivare a fine mese. Invece con una mano ce li hanno dati e con un'altra se li sono ripresi».
Ora le Rsu alzano la voce. La conferenza stampa convocata davanti lo stabilimento di Pratola Serra, oltre alle denunce, ha visto anche l'annuncio di nuove manifestazioni. L'obiettivo «è quello di bypassare le istituzioni locali - aggiunge Colicchio della Fismic -. Sibilia e l'assessore Solimine ci avevano promesso di organizzarci un incontro con l'assessore regionale al Lavoro Nappi e con il presidente Caldoro, ma fino a questo momento non abbiamo avuto notizie di questa riunione. Evidentemente sono troppo impegnati con la convocazione dei soliti tavoli. Ma noi siamo stanchi di questi tavoli di concertazione che non producono risposte concrete alle nostre esigenze. Abbiamo bisogno di certezze - aggiunge Morsa - per il presente, ma soprattutto per il futuro di questo stabilimento e dei suoi duemila lavoratori».


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17/06/2010 - 15:53
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Fiat, Regione pronto al tavolo di confronto
Caldoro: «Sosterremo il rilancio dell'azienda». Centrella (Ugl): il sì ha vinto nettamente


Avellino- «Il sì ha vinto nettamente il referendum indetto a Pomigliano d'Arco tra i lavoratori della Fiat dello stabilimento Giovanbattista Vico. Un referendum si vince anche con il 50% più uno dei voti. Sarebbe stata sufficiente anche quella percentuale perché in democrazia funziona così. Ha votato la quasi totalità dei lavoratori e questo dimostra che non ci sono stati ricatti né pressioni da parte di nessuno su nessuno».
Lo ha detto Giovanni Centrella segretario generale della Ugl ogg ad Avellino per incontrare i lavoratori Fiat e dell'indotto.
«L'alta percentuale di votanti dimostra l'attaccamento dei lavoratori all'azienda e il desiderio di tutti di voler lavorare e bene a Pomigliano d'Arco».

IL GOVERNATORE CALDORO. «La Regione Campania sarà in campo con tutti gli strumenti amministrativi e legislativi per sostenere il rilancio dell'impianto di Pomigliano secondo l'accordo sottoscritto fra la Fiat e le organizzazioni sindacali, che si è rafforzato con l'esito del referendum. Sono certo che l'azienda troverà nel senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori un ulteriore stimolo per favorire gli investimenti nella nostra Regione».

TAVOLO DI CONFRRONTO. «La straordinaria partecipazione al referendum e l'ampia maggioranza dei sì espressa dai lavoratori, vanno accolte con soddisfazione, evitando inutili polemiche sulle percentuali. Non vi può essere, dunque, dubbio che Fiat darà corso al piano di trasferimento della produzione della Panda a Pomigliano d'Arco». E' quanto sottolineato dall'assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, commentando il risultato del referendum, aggiungendo: «Secondo la linea programmatica del Presidente Caldoro, espressa anche durante l'ultima seduta del Consiglio, la Regione Campania, per parte sua, è pronta a scendere in campo per aprire un tavolo di confronto con la Fiat a costruire insieme un modello che coniughi il sostegno alle imprese con la salvaguardia e, in prospettiva, lo sviluppo dei livelli di occupazione».


ottopagine

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23/06/2010 - 17:13
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