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 Quindici, 12 anni fa la frana che provocò morte e distruzion 
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Tenente Colonnello Esercito Spartano
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Messaggio Quindici, 12 anni fa la frana che provocò morte e distruzion
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Oggi la Santa Messa in suffragio delle vittime


Quindici- Dodici anni fa a Quindici il cielo si oscurò e dal Pizzo d'Alvano venne giù la morte. In quel tragico pomeriggio di maggio perirono sotto il fango ben undici persone alle quali, come di consueto, l'intera comunità quindicese renderà omaggio in quello che oramai tutti in paese sono soliti definire come il "giorno della memoria".
Si vociferava di cerimonie commemorative in tono minore. In realtà non sarà così. Quel che è stato per gli anni addietro si riproporrà anche nella giornata odierna. A cominciare dalla cerimonia religiosa nella chiesa parrocchiale dedicata al culto di Maria Santissima delle Grazie.
Alle 11 in punto, don Pasquale D'Agostino celebrerà la Santa Messa in suffragio delle vittime e, a seguire, verrà deposta una corona di fiori dal sindaco Santaniello dinanzi alla lapide commemorativa, ubicata nelle adiacenze della chiesa. In serata, in una suggestiva e struggente atmosfera caratterizzata unicamente dal silenzio e dalla riflessione, tutta la cittadinanza si recherà processionalmente presso il "Parco della Memoria". Fiaccole alla mano, e senza distinzioni sociali o politiche, l'intero popolo quindicese attraverserà i luoghi della tragedia.
In corteo lambirà i ruderi delle abitazioni che ancora si reggono in piedi nei quartieri fantasma di Casamanza e Casatrione. Calpesterà il suolo dove un tempo si ergevano due storiche chiese cittadine, quelle in onore dell'Immacolata e di Santa Lucia. Alla fine del percorso, nel piazzale del "Parco", un lungo momento di preghiera ai piedi del Cristo, simbolo di speranza e di amore cui affidarsi per ridimensionare il dolore. Unico appiglio per sperare che quel disastro non si ripeta più. Ciò nonostante, il ricordo di quei giorni è sempre vivo anche perché a Quindici vi sono tracce indelebili dell'accaduto.
Il paesaggio del piccolo comune irpino è stato infatti "marchiato" per sempre dagli eventi franosi del 1998. Eppure, per la messa in sicurezza del versante montuoso sono stati spesi qualcosa come 50 milioni di euro. Le perplessità sono però ancora tante. A cominciare dalla ricostruzione delle abitazioni che furono sventrate dalle colate di fango. Ancora oggi, infatti, ci sono a Quindici sessanta famiglie che aspettano di sapere se e dove poter ricostruire quel che hanno perso. Se la parte relativa alla ricostruzione è ancora aperta, lo stesso non può dirsi invece per quel che riguarda gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza idrogeologica.
Come accennato, dal 1998 ad oggi, a Quindici sono giunti fondi pubblici che complessivamente arrivano a sfiorare la somma di 50 milioni di euro. La Regione Campania ne aveva promessi altri di finanziamenti ma poi non se ne è saputo più nulla. Ciò in virtù della convinzione da parte degli organi regionali competenti che i lavori necessari sono stati già ampiamente effettuati.
Lo stato dell'opera, dunque. Vasche di contenimento, canalizzazione ed altri interventi di mitigazione che hanno cambiato il volto della cittadina del Vallo. L'opera più grande è rappresentata dalla vasca del vallone "Connola", il versante montano che venne giù per primo cancellando il quartiere di Casamanzi.
Per questa struttura sono stati spesi ben otto milioni di euro. Poi, la realizzazione delle altre vasche di calma in località Ponte, Piedivalle, Bocca delle Acque, nonché la costruzione di un muro di contenimento che faccia da argine ai versanti Colafasulo, Cisierno e Trecce, anch'essi collassati nel 1998. L'amministrazione Santaniello, da oltre cinque anni alla guida del paese, ha da sempre ritenuto non soddisfacente la programmazione sinora perseguita dalla Regione in materia di tutela ambientale. Si ritiene, in generale, che andrebbero effettuati ulteriori interventi. In particolare, per quel che concerne gli interventi in montagna: realizzazione di terrazzamenti, sistemazione idraulica e convogliamento delle acque meteoritiche. Lo deciderà in ogni caso l'Autorità di Bacino nord-occidentale della Campania, l'ente chiamato a stabilire nei prossimi mesi se a Quindici dovranno esserci altre opere da compiere.


ottopagine

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05/05/2010 - 09:07
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Messaggio Re: Quindici, 12 anni fa la frana che provocò morte e distru
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Frana di Quindici, appello di Santaniello a Caldoro
«Le ferite non sono ancora rimarginate»



Quindici- «Le ferite non sono ancora rimarginate e chiediamo a Caldoro di sanarle definitivamente». Nel giorno in ricorre il dodicesimo anniversario della frana, il sindaco di Quindici lancia un appello al neo governatore della Regione Campania, invitandolo ad intervenire al fine garantire nel comune del Vallo la prosecuzione delle opere avviate e non concluse in questi anni.
«Sono trascorsi ormai dodici anni - afferma Liberato Santaniello - da quel giorno in cui è stata sconvolta la vita di una intera comunità. Undici persone morirono e molte abitazioni vennero distrutte. Sono stati cancellati dal fango interi quartieri e due chiese storiche. Una vera e propria tragedia che poteva assumere proporzioni più grandi se non fosse stato per l'intervento dell'allora sindaco Antonio Siniscalchi, che subito mise in moto la macchina dei soccorsi, avvertendo immediatamente la popolazione ed evitando di fatto che i morti fossero di numero maggiore».
Una tragedia immane, dunque, così come immane è il dolore della gente. «La ferita inferta non è oggi rimarginata perché ben cento famiglie non hanno ancora una casa e sono in attesa dei provvedimenti della Regione Campania per la riparazione o per la ricostruzione del proprio edificio - spiega il sindaco -. Inevitabilmente, quando penso a questa situazione, mi viene immediato l'impulso di esprimere solidarietà alla popolazione di Montaguto, che vive anch'essa condizioni particolari sul fronte dell'emergenza idrogeologica. Accosto questi due paesi affinché quel che è avvenuto possa essere da monito nei confronti di chi ha la responsabilità di certe scelte, verso chi ha il dovere di adoperarsi per evitare tragedie di questo tipo. Così come ci rivogliamo ai giovani e ai ragazzi quindicesi affinché pongano la tutela ambientale al centro delle loro future azioni».
Infine, l'appello inaspettato al nuovo governatore della Campania. «In questi anni è stato fatto tanto, è un "tanto" che non può dirsi affatto concluso. Come amministrazione, ci siamo sempre chiesti le ragioni per cui la Regione non abbia provveduto a completare la ricostruzione del paese. Oggi, pur essendo il sottoscritto un esponente di centrosinistra, auspico e chiedo direttamente a Caldoro, da sempre sensibili alle tematiche ambientali, di darci una mano, di porre la dovuta attenzione al nostro territorio non più procrastinando il da farsi. La gente ha bisogno di risposte. I padri di dodici anni fa sono diventati nonni. La speranza si è affievolita. Noi speriamo che Caldoro abbia le potenzialità per concludere questa vicenda».


ottopagine

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05/05/2010 - 09:08
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