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 Montevergine, in mostra la storia del segreto della Sacra Si 
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Tenente Colonnello Esercito Spartano
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Messaggio Montevergine, in mostra la storia del segreto della Sacra Si
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Montevergine, in mostra la storia del segreto della Sacra Sindone
Dal 5 giugno il racconto in venti pannelli dei monaci benedettini



Mercogliano. L’abbazia di Montevergine celebra la Sacra Sindone. Dal prossimo 5 giugno in mostra tutte le testimonianze conservate dall’Abbazia benedettina dei sette anni di “fuga” della Reliquia nel monastero del Monte Partenio. In venti pannelli il racconto di un segreto. Quello di Vittorio Emanuele III che pensò di mettere al sicuro il sacro lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo dopo la deposizione dalla Croce, nascondendola a Montevergine, durante il secondo conflitto mondiale. Ora, in occasione della ostensione della Sindone, anche l'abbazia benedettina celebrare la più famosa icona di cristianità con una mostra. Perchè fu tenuta nascosta lì, in una cappella secondaria durante la seconda guerra mondiale. Da allora un legame quasi indissolubile unisce il santuario di Montevergine e la Sacra Sindone rinsaldato da un evento straordinario, che segnò uno dei momenti più importanti per la storia dell’abbazia, scelta come luogo sicuro per mettere in salvo la reliquia più importante della cristianità. Sul monte Partenio trovò scampo dalle mire dei tedeschi che erano interessati alla reliquia. Solo il re, Papa Pio XII e il Cardinale segretario di Stato Luigi Maglione e Monsignor Giovanni Battista Montini sapevano dell'operazione. Anche Mussolini e il regime fascista vennero tenuti all'oscuro dell'operazione. Non fu casuale la scelta da parte di casa Savoia della comunità benedettina insediata sul monte Partenio, non soltanto per i requisiti di sicurezza che offriva Montevergine, ma soprattutto per gli stretti rapporti con il monastero, che hanno preso origine dalla devozione che l’antica e nobile casata ha sempre nutrito per la Madonna Nera. La più straordinaria icona cristiana, fino allora custodita nella cappella del Palazzo reale di Torino, fu fatta trasportare alla cappella “Guido Reni” del Quirinale, dove risiedevano i Savoia, luogo che non fu ritenuto sicuro tanto che fu chiesto a monsignor Giovanni Battista Montini, sostituto della segreteria di Stato -il futuro papa Paolo VI- di accoglierlo in Vaticano. Ma, con l’entrata in guerra dell’Italia, anche la Santa Sede fu ritenuta poco adatta, mentre il luogo che offriva le maggiori garanzie di sicurezza e incolumità dalle incursioni aeree e da altri pericoli della guerra era certamente il santuario di Montevergine. Per più di sette anni il sacro sudario fu custodito nel più assoluto segreto sotto l’altare ligneo del Coretto da notte dove i monaci benedettini recitavano il Vespro. Nel 1946, terminata la guerra, prima di partire per l’esilio dopo il referendum istituzionale che sanciva la scelta repubblicana, il re Umberto II il 10 giugno con una lettera incaricava l’arcivescovo di Torino Maurilio Fossati di ottenere la restituzione della reliquia alla città di Torino.


ottopagine

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16/05/2010 - 08:43
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Tenente Colonnello Esercito Spartano
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Messaggio Re: Montevergine, in mostra la storia del segreto della Sacr
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Montevergine - L'abbazia passa sotto il controllo della Regione

Mercogliano “ Il federalismo demaniale ha compiuto un primo passo concreto: ieri la commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale ha espresso parere positivo sul Federalismo patrimoniale o demaniale, il cui decreto oggi sara' varato dal Governo.
Lo Stato, dunque, dismettera' a favore delle Regioni immobili e terreni, certamente non manufatti che rientrano nella categoria di beni culturali, ma porti ed ex caserme, per un valore di 3 miliardi e 200 milioni, proprieta' di pregio, ma spesso mal gestite, da cui si ricavano solo 20 milioni annui di affitti.

Tra i beni demaniali che lo Stato cedera' agli Enti locali figura anche l'abbazia di Montevergine, compresi le notevoli opere artistiche ivi contenute.
I padri benedettini ne sono i custodi dal 1876, vale a dire i conservatori dei beni artistici che riguardano l'abbazia, rinnovando di anno in anno la gestione con lo Stato. Ora, Regione, Provincia e Comuni si vedranno assegnare i beni demaniali e dovranno dunque gestirli, probabilmente anche vendendoli a privati. Un particolare che comunque andra' chiarito con i decreti attuativi. Nel caso di Montevergine, l'abbazia potrebbe essere prima ceduta alla Regione e quindi al Comune di Mercogliano.


irpinia news

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20/05/2010 - 11:35
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